A fine estate, molte delle colture di stagione iniziano a lasciare il posto ai trapianti autunnali. Nella progettazione dell’orto invernale, l’attenzione non può che spostarsi soprattutto su piante resistenti e a ciclo lungo, proprio come i cavoli.
Le brassicacee, infatti, sono le protagoniste di questo periodo, e prendercene cura nel modo corretto potrà darci grandi soddisfazioni al momento della raccolta.
Per ottenere un buon raccolto sarà necessario stimolare lo sviluppo dell’apparato radicale fin dai primi giorni e garantire una nutrizione costante e bilanciata alle piante.
Vediamo allora come coltivare i cavoli al meglio e come nutrirli durante tutto il loro ciclo di vita, senza danneggiare l’ambiente e usando solo concimi organici.
Come e quando trapiantare i cavoli: il periodo migliore e il sesto d’impianto
La finestra temporale ideale per la messa a dimora della gran parte dei cavoli è quella che va da fine luglio ad agosto. Questa scelta non dipende dal fatto che le brassicacee amino il caldo (preferiscono infatti i climi freschi e sopportano bene le basse temperature), ma dalla necessità di dar loro il tempo necessario per sviluppare una solida struttura fogliare prima che l’arrivo del gelo invernale ne rallenti o ne blocchi la crescita.
In genere, è molto più comodo trapiantare le piantine anziché seminarle, ma nulla ci vieta di partire dal seme se lo preferiamo. In questo caso, possiamo seminare in semenzaio già da fine primavera per poi trapiantare d’estate.
Per capire poi se le nostre piantine sono pronte per la messa a dimora definitiva, ci basterà osservarle. Come per tutte le colture, il momento ottimale per il trapianto è quando la piantina avrà già formato almeno 4 foglie, indice che l’apparato radicale è in grado di affrontare il passaggio in piena terra senza subire danni.
A questo punto resta da rispondere a un’ultima domanda: a che distanza piantare i cavoli?
Le brassicacee sono colture dall’apparato fogliare molto ampio, per questo non vanno interrate troppo vicine tra loro. L’ideale sarebbe mantenere almeno 50-60 cm lungo la stessa fila e almeno 60-70 cm tra le file di coltivazione.
Questo consentirà alle nostre piante di avere lo spazio necessario per svilupparsi e di poter godere della giusta quantità di luce e aerazione. Pena, maggiore esposizione a ristagni e malattie fungine!
Come preparare piantine e terreno per il trapianto
Prima di qualsiasi tipo di trapianto, sappiamo già che il suolo ha bisogno di essere rigenerato, ma senza interventi aggressivi.
A esserci d’aiuto come sempre è l’humus di lombrico HUMICUM che, distribuito e interrato leggermente, andrà ad arricchire la terra e a migliorarne fertilità e struttura, creando tutte le condizioni essenziali per accogliere le giovani radici: terreno soffice e arioso, capace di trattenere la giusta quantità d’acqua e ricco di sostanza organica.
Un altro fattore importante che dobbiamo considerare è anche il pH del nostro terreno. I cavoli in genere prediligono un pH neutro: usare l’humus di lombrico ci aiuterà anche in questo e sarà utile per neutralizzare un terreno troppo alcalino o troppo acido.
Possiamo distribuire una manciata di humus di lombrico anche nella buca di trapianto, a contatto con le radici, per stimolare la ripartenza radicale.
Piano di concimazione dei cavoli: dal post-trapianto alla fruttificazione
Dopo la messa a dimora, a qualche giorno dal trapianto, i nostri cavoli avranno bisogno di una spinta per favorire la radicazione e iniziare lo sviluppo vegetativo.
A questo scopo possiamo usare un attivatore radicale come IMPETUM, utile non solo per stimolare la crescita dell’apparato radicale, ma anche per migliorare la vigoria della pianta e accelerarne lo sviluppo generale.
Bisogna sapere che i cavoli sono molto esigenti dal punto di vista nutrizionale, per cui sarà necessario implementare un piano di concimazione costante ed equilibrato. Per completare il loro ciclo e formare un corimbo (o fiore) compatto, possiamo usare due prodotti specifici, uno nella fase di sviluppo vegetativo e l’altro nella fase di maturazione del corimbo.
Per favorire la crescita fogliare e poi preparare la pianta a emettere l’infiorescenza, abbiamo bisogno di un concime con una buona quantità di azoto organico, proprio come CREMENTUM.
Invece, nella fase di ingrossamento finale, possiamo usare un concime specifico come FRUCTUM, che stimolerà la formazione dell’infiorescenza e incrementerà la pezzatura e la qualità del corimbo.
In questo modo potrai ottenere al momento della raccolta cavoli sani, genuini e saporiti!
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