Nella preparazione dell’orto estivo c’è una coltura che non può assolutamente mancare e che, di fatto, non manca mai: il pomodoro.
Coltivare i pomodori è cosa molto diffusa e comune tra orticoltori e hobbisti, sia per la squisitezza dei frutti che tutti amiamo sia per la grande soddisfazione che si prova nell’ottenere ottimi raccolti.
La sua non è una coltivazione difficile da seguire, ma richiede comunque impegno e attenzione costante, sin dalla fase di pre-trapianto.
Se vuoi ottenere pomodori grandi, rossi e succosi, qui trovi le 8 pratiche fondamentali per riuscirci.
1. Preparare e nutrire il terreno
Nessuna pianta può svilupparsi sana e vigorosa se a monte non ci si è curati di preparare il terreno che ospiterà le sue radici. Lavorare e nutrire la terra è il primo step per coltivare con successo pomodori, ma anche qualsiasi altra coltura.
Un pomodoro piantato in un suolo stanco o non sufficientemente ricco di sostanza organica non potrà mai arrivare alla fine del suo ciclo e mostrare il suo pieno potenziale organolettico.
In pre-semina e pre-trapianto, quindi, è necessario ammendare il terreno e lavorarlo in profondità per renderlo più soffice, drenante e leggero. In questa fase, l’ideale è somministrare un’abbondante quantità di puro humus di lombrico.
A differenza dei concimi minerali che forniscono un picco nutritivo immediato destinato a scemare, l’humus di lombrico è un ammendante naturale, equilibrato e sicuro: apporta microrganismi benefici, enzimi e acidi umici e fulvici che migliorano la struttura del terreno, rendendolo soffice, fertile e più capace di trattenere acqua e nutrienti.
Per preparare il terreno, integra l’humus di lombrico almeno 15-20 giorni prima del trapianto.
2. Preparare la pianta di pomodoro al trapianto
Il passaggio dal semenzaio alla piena terra è il momento più stressante per una giovane piantina, che non bisognerebbe mai sottovalutare limitandosi a scavare una buca e procedere con la messa a dimora. Piuttosto, bisognerebbe sempre preparare la pianta ad affrontare questo cambiamento.
Una delle pratiche più efficaci è quella del bagnetto radicale. Questa pratica consiste nell’immergere l’apparato radicale della piantina in una soluzione biostimolante prima della messa a dimora per idratare e nutrire le radici, e ridurre lo stress da trapianto.
Per eseguire il bagnetto radicale puoi usare l’humus di lombrico liquido HUMICUM FLOW: basterà immergere il panetto di terra finché non smettono di venir fuori le bollicine d’aria. In questo modo, migliorerai l’attecchimento e stimolerai la pianta ad ambientarsi meglio nella nuova dimora.
3. Sostenere la pianta in fase di trapianto e post-trapianto
Dopo il bagnetto radicale, la piantina di pomodoro è pronta per essere interrata.
Per favorire ulteriormente l’attecchimento e lo sviluppo di un apparato radicale voluminoso e robusto, possiamo micorizzare la pianta e attivare una delle sinergie più efficaci che esistano in natura: quella tra funghi e radici.
Le micorrize sono funghi benefici che istaurano un rapporto di simbiosi con le radici della pianta. In sostanza, le ife fungine si intrecciano con l’apparato radicale, amplificandone il volume.
Una radice micorizzata può esplorare un volume di suolo di gran lunga superiore rispetto a una radice semplice. Questo significa che la pianta riuscirà a intercettare acqua e nutrienti che resterebbero altrimenti fuori dalla sua portata.
Ma non solo. I funghi aiutano le piante a sopportare meglio siccità e fenomeni di stress, e creano una sorta di barriera protettiva contro patogeni e malattie.
Per micorizzare una pianta di pomodoro puoi usare HUMICUM RIZA, humus di lombrico arricchito con inoculi di micorrize e Trichoderma.
Dopo la messa a dimora, poi, si può intervenire con le prime concimazioni per sostenere la prima fase di sviluppo vegetativo post-trapianto. L’ideale sarebbe usare un biostimolante e attivatore radicale come IMPETUM.
4. Irrigare correttamente
Le piante di pomodoro non sopportano gli eccessi d’acqua, i ristagni e gli squilibri. Per questo irrigare correttamente è un altro dei punti fondamentali per ottenere ottimi pomodori.
Come regole basilari, possiamo considerare queste tre:
- Non bagnare le foglie, per evitare la proliferazione di eventuali funghi e malattie. L’irrigazione deve essere localizzata vicino al fusto, meglio se tramite sistemi a goccia.
- Non eccedere con le irrigazioni. Gli squilibri idrici causano stress alla pianta e possono portare alla spaccatura dei frutti o al marciume apicale. La quantità d’acqua non deve essere né troppa né troppo poca.
- Evitare lo shock termico, per scongiurare il blocco dell’assorbimento dei nutrienti. L’ideale sarebbe evitare l’acqua troppo fredda e irrigare al mattino presto o alla sera.
5. Eseguire sfemminellatura e cimatura
Per favorire la fruttificazione e ottenere pomodori grossi, succosi e saporiti, è necessario gestire la pianta durante tutte le sue fasi di crescita.
Una delle pratiche fondamentali è la sfemminellatura (o scacchiatura).
La sfemminellatura consiste nel togliere i germogli ascellari, chiamati femminelle, quelli che crescono tra il fusto principale e i rami laterali. In questo modo aiuterai la pianta a concentrare i nutrienti dove serve, oltre a favorire una migliore circolazione dell’aria.
Questa operazione va eseguita manualmente e costantemente.
Un’altra pratica essenziale è poi la cimatura, utile per gestire la crescita della pianta in altezza e per spingerla a concentrarsi sulla maturazione degli ultimi pomodori rimasti.
6. Sostenere la pianta durante tutte le fasi di crescita
Durante la sua crescita, la pianta di pomodoro potrebbe piegarsi sotto il peso dei suoi frutti. Questo può portare alla rottura dei rami e al contatto dei frutti con il terreno umido, il quale può aumentare il rischio di marciumi e malattie.
Per evitare tutto questo, è buona pratica sostenere le piante di pomodoro con paletti, tutori o canne, e legare periodicamente il fusto man mano che cresce.
7. Seguire un equilibrato piano di concimazione
Dopo la concimazione di fondo, il bagnetto radicale e la prima concimazione post-trapianto, è necessario continuare a nutrire la pianta di pomodoro durante tutto il suo sviluppo, con un piano di concimazione equilibrato e naturale.
Durante la fase di sviluppo vegetativo, puoi usare un concime organico azotato specifico come CREMENTUM POMODORI. Somministrato settimanalmente, questo concime liquido favorisce lo sviluppo della pianta, aumenta la pezzatura dei pomodori e ne migliora colorazione, sapore e caratteristiche organolettiche.
Durante la fase di fioritura e maturazione dei frutti, invece, puoi usare un concime per allegagione e fruttificazione come FRUCTUM. Questo concime biologico liquido favorisce la trasformazione del fiore in frutto, ottimizzando la resa e la qualità delle produzioni.
8. Controllare e monitorare costantemente le piante
In agricoltura, la parola d’ordine per il successo di qualsiasi coltivazione non è tanto curare, quanto prevenire. E per prevenire non c’è modo migliore che osservare e monitorare la crescita delle piante con attenzione.
Riconoscere per tempo i segni di carenze nutrizionali, di squilibrio idrico o dell’insorgere di malattie, infatti, è fondamentale per poter intervenire prontamente e correggere il tiro.
In questo modo potrai coltivare le tue piante di pomodoro nel modo giusto e garantirti un buon raccolto, anno dopo anno.
