Se vuoi coltivare un orto e assicurarti colture sane e produttive ci sono due aspetti che, prima di qualsiasi altra cosa, dovresti considerare: avere cura delle radici e attenzionare tutto ciò che succede nel suolo attorno a esse.
Le radici sono infatti la parte fondamentale di qualsiasi pianta, quella attraverso cui quest’ultima si nutre ed entra in contatto con il suolo. La zona del suolo che circonda le radici si chiama rizosfera, un micromondo vivo e super attivo dove radici, batteri, funghi e altri macro e micro-organismi si aiutano a vicenda per crescere e prosperare.
Le radici delle piante possono servirsi proprio dei funghi (mutualisti) per sviluppare e combattere i patogeni (nel caso dei funghi antagonisti), stabilendo delle strette relazioni per mutuo beneficio, come quelle instaurate con le micorrize.
Ma cosa sono esattamente le micorrize? Vediamolo insieme e scopriamo come attivare questa simbiosi tra funghi e radici con il prodotto Biotica specifico HUMICUM RIZA.
Che cosa sono le micorrize e i Trichoderma: la combo che garantisce sviluppo e protezione alle piante
Con micorrize ci si riferisce alle associazioni simbiotiche tra funghi e radici, una vera e propria interazione biologica tra due organismi viventi che ne traggono vantaggio reciproco, perché ognuno è in grado di offrire all’altro qualcosa che altrimenti non riuscirebbe a ottenere in autonomia.
In breve, funziona così: la pianta cede parte dei suoi zuccheri al fungo, mentre il fungo dona alla pianta parte di acqua e nutrienti che ha assorbito dal suolo. Si pattuisce quindi uno scambio equo che avviene grazie alla fitta rete di filamenti fungini, chiamati ife, in grado di esplorare e crescere velocemente nel terreno. Le ife creano una sorta di prolungamento delle radici delle piante e si propagano sotto terra a mo’ di ragnatele.
Ragnatele simili vengono create anche da un’altra categoria di funghi molto utili alle piante, quella dei Trichoderma.
Questi funghi microscopici, in particolare, sviluppano le proprie ife attorno ai patogeni, avvolgendoli, inibendone la crescita e la replicazione, e permettendo alle piante con cui entrano in simbiosi di crescere sane e resistenti.
Micorrize e Trichoderma diventano quindi gli alleati più importanti per le piante: le prime dal punto di vista nutritivo (relazioni simbiotiche con le radici), i secondi dal punto di vista difensivo (antagonisti naturali dei patogeni).
I vantaggi di micorrize e Trichoderma per le piante e il suolo
L’effetto principale dell’uso delle micorrize e del Trichoderma nelle coltivazioni è lo sviluppo più sano e voluminoso dell’apparato radicale delle piante che ne beneficiano. Questa crescita porta a sua volta a diversi altri vantaggi, sia per la pianta in questione sia per il suolo.
1. Le piante migliorano la loro capacità di assorbire sostanze nutritive
La simbiosi tra piante e funghi è vantaggiosa in primis proprio per l’aumento della capacità delle piante di assorbire acqua e nutrienti. Le varie ife, infatti, riescono a svilupparsi su maggiori distanze rispetto alle sole radici e a penetrare più in profondità, oltrepassando eventualmente quelle zone del terreno più povere di sostanze nutritive.
Questo si traduce di conseguenza in piante più vigorose e nutrite, anche in caso di terreno poco fertile.
2. Le piante resistono meglio a siccità, stress e malattie
Un apparato radicale robusto e ben sviluppato rende le piante più resistenti a stress da trapianto o stress idrico e salino, aiutandole a svilupparsi sane e a fronteggiare con maggiore resistenza siccità, caldo e freddo.
In pratica, se una pianta dovesse soffrire per carenza di acqua o elementi nutritivi, la rete di ife riuscirebbe a procurarsi comunque ciò che le serve, arrivando dove le sole radici non riescono ad arrivare.
Le piante micorizzate, inoltre, resistono meglio anche agli attacchi di malattie e patogeni, grazie alla barriera protettiva creata dai funghi sull’apparato radicale. Nella competizione con i funghi nocivi sono fondamentali i Trichoderma, i quali competono con i patogeni per spazio e nutrienti e ne sopprimono la crescita agendo da antagonisti naturali.
3. Il suolo migliora la sua fertilità e la sua struttura
Le micorrize stimolano l’attività batterica del suolo, incrementando la biodiversità dei microrganismi utili per la difesa delle piante e la fertilità del terreno.
4. Le colture aumentano produttività e qualità dei frutti
Una pianta con un apparato radicale vigoroso, viene da sé, è di conseguenza più produttiva perché riesce ad assorbire meglio tutto ciò di cui ha bisogno per portare a termine la fruttificazione. Anche i frutti migliorano la loro composizione organolettica e la loro qualità generale, e tendono ad avere una maturazione più omogenea e adeguata.
Come micorizzare una pianta e attivare la simbiosi tra piante e funghi
La micorrizazione di una pianta è abbastanza semplice: bisogna favorire la simbiosi tra i funghi e le radici e creare le condizioni giuste affinché questo accada. Per farlo nel tuo orto puoi usare HUMICUM RIZA, un prodotto specifico di Biotica a base di humus di lombrico arricchito con un inoculo di funghi micorrizici, batteri e Trichoderma.
Puoi usarlo in diverse fasi del ciclo vitale delle tue piante, assicurandoti che l’inoculo entri in contatto con le radici:
- durante il trapianto, puoi aggiungere HUMICUM RIZA nella buca della messa a dimora
- durante il rinvaso, puoi aggiungere HUMICUM RIZA e miscelarlo insieme al terriccio
- durante le concimazioni, puoi somministrare HUMICUM RIZA periodicamente per rafforzare le difese naturali delle piante, stimolare lo sviluppo radicale e migliorare la fertilità biologica della rizosfera.
In qualsiasi caso, ricorda di mantenere umido il suolo per favorire il processo di micorrizazione, ma evitando sempre i ristagni.
Quando usare i concimi con micorrize e quando evitare
I concimi con micorrize si possono usare durante tutto il ciclo di crescita di diversi tipi di colture orticole, piante aromatiche, vigneti e frutteti. Anche alcune piante da appartamento, come i bonsai, ne possono beneficiare. I momenti chiave in cui somministrarli, abbiamo visto, sono sicuramente:
- la semina e il trapianto, per favorire l’attecchimento e lo sviluppo delle radici
- il rinvaso, per assicurare una ripresa sana e rapida dell’apparato radicale
- la concimazione periodica, per supportare e promuovere la salute e la crescita delle piante.
Non tutte le piante, tuttavia, traggono vantaggio dalla simbiosi con le micorrize. Per esempio, per la loro composizione, alcune brassicacee (ossia alcuni cavoli, cavolfiori, rucola, ecc.) e alcune chenopodiadiacee (come spinaci, biete, barbabietole, ecc.) possono ostacolare la crescita delle spore e quindi la colonizzazione delle radici da parte dei funghi. Cercare di attivare la simbiosi tra queste piante e i funghi, quindi, potrebbe essere pressoché inutile e inefficace.
Tienilo a mente: consigli finali per una corretta micorrizazione
Ci sono poi anche alcuni fattori che bisogna tenere a mente affinché la micorrizazione possa avvenire nel modo corretto. A incidere sul successo di questa pratica ci sono infatti:
- l’eccessiva lavorazione del terreno, che può danneggiare le ife e quindi incidere negativamente sulla colonizzazione dei funghi
- l’uso di fungicidi, che può inibire o uccidere i funghi micorrizici
- un pH del terreno sbagliato, troppo acido o troppo alcalino, che può bloccare l’attività batterica. Meglio mantenere un pH moderatamente acido tendente al neutro, comunque compreso tra 5,5 e 7.
Attenzionando questi fattori e correggendo il tiro in caso di errori, potrai micorizzare perfettamente le tue piante e ottenere un orto in salute e più produttivo.
